La S/Cena del Gusto

[durante una cena]

E la cena si fa spettacolo. Una cena messa in scena. Il gusto del convivio e i sapori di un tempo. Quelli della tradizione, della terra, di una memoria che ritorna come racconto. I commensali-spettatori sono invitati a una rappresentazione speciale. Uno spettacolo dove gli attori sono i piatti della tradizione culinaria. Quella che si perde nel passato e ritorna oggi, valorizzata da una affabulazione teatrale.

Il maître introduce le portate narrandole sino alla loro essenza, mentre uno dei tavoli apparecchiati vede gli altri attori immedesimati in una conversazione dall’aroma teatrale che interagisce con il resto dell’atmosfera.

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Il Fantasma di Canterville

[in antiche dimore]

E’ ispirato all’omonimo racconto di Oscar Wilde questo spettacolo itinerante. Un’opera che nasconde diversi piani narrativi, spaziando dalla tematica della paura al rapporto tra modernità e tradizione, intrisa di umorismo e di una critica sulla società. A metà strada fra teatro e gioco di ruolo, gli attori conducono i piccoli partecipanti sulle tracce di un intrigo d’altri tempi dove gli stessi protagonisti diventano i bambini forniti di copione e indizi da seguire.

Il tutto accompagnato da un enigma da risolvere. E’ una forma di teatro interattivo, quindi, che vede gli stessi bimbi cimentarsi con un personaggio e con la lettura espressiva.

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Terrarmonia

[in cantine e frantoi]

Due performance di teatro-musica, parallele e speculari in due luoghi diversi ma contigui. Il primo personaggio è un intellettuale esperto di enogastronomia emigrato dalla Puglia in Germania. La sua affabulazione punta su tre elementi: grano, olivo e vite. Quindi sul pane, sull’olio, sul vino, che rappresentano quella suggestiva “trilogia mediterranea” attorno a cui ruotano non solo simboli e rituali ma anche economia, cultura e valori propri di questa terra.

La seconda storia è quella della napoletana Filumena, una donna del sud che ricorda la celebre Marturano di Eduardo. Racconta la sua storia drammatica, avendo avuto  tre figli da tre uomini  diversi di cui uno solo vuole sposarla, rivolgendosi anche alla Madonna con una accorata preghiera popolare. Intanto spiega come preparare il ragù, fino alla degustazione finale.

Iago Vs Amleto

[in palazzi e castelli]

Due personaggi shakespeariani affini, in un confronto a distanza. Lo stesso attore in due location diverse, accompagnato da una simpatica costumista che si scopre anch’essa attrice. Entrambi, attraverso lo strumento del “meta teatro”, mettono in scena il dramma, come se essi stessi fossero gli autori, i registi, non soltanto i protagonisti. Amleto reciterà la parte del folle per divenire spettatore di una tragedia che egli stesso sta contribuendo a scrivere, vivendola sulla scena. E lo fa anche Iago.

Amleto si finge pazzo, Iago si finge amico di Otello. Entrambi, ciascuno attenendosi alla propria trama, fanno in modo di mescolare realtà e finzione nel rapporto fra gli uomini. In entrambe le opere, molte sono le scene in cui un personaggio prova a dirigerne un altro, quasi che l’intera corte di Elsinore o il palazzo del Moro di Venezia diventano giganteschi palcoscenici. Da visitare.

I Percorsi del Mito

[nelle grotte e chiese rupestri]

Dante prima di tutto. I suoi canti più celebri e i suoi versi immortali. E poi Virgilio, il suo maestro, che ci racconta di Enea. E Orfeo, il mito. Tre coppie celebri, Paolo e Francesca, Enea e Didone, Orfeo ed Euridice. E un viaggio nell’aldilà, un viaggio concluso da Ulisse.

Una proposta che mette insieme la teatralizzazione alla visita ai luoghi, dal parco rupestre di Lama d’Antico, vicino Fasano, alla chiesa rupestre di San Michele a Gravina, ad altre location come la Domus Romana o gli Ipogei  a Canosa di Puglia, in cui la teatralizzazione arricchisce e completa la visita guidata.